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La Comedìa è fatta di occhi che guardano, bocche che gridano, lingue fiammeggianti, lingue piene di merda, teste con e senza tonsura, torte sul collo, attaccate e staccate dal corpo, corpi che puzzano, che vengono fatti a pezzi, deformati dal veleno di serpenti mitici, corrotti dall'idropisia, denti che mordono, nasi che fiutano, corpi femminili scosciati che si grattano con le unghie nere, orecchie che sentono, peli che si arricciano, piedi destri, piedi sinistri, che inciampano, vacillano, scivolano, colpiscono, mani destre, mani sinistre, che prendono, pizzicano, gesticolano, spingono, insomma di individui che ne fanno di tutti i colori.

Ma quando si organizza qualche lectura Dantis spesso non si sa chi chiamare: si finisce per ricorrere al professore in pensione, al frate che la sa tutta a memoria, all'attore celebre che il giorno dopo fa qualcos'altro. Abbastanza bizzarramente manca una tradizione esecutiva consolidata della poesia italiana più nota al mondo. In vista del Settecentenario, i pretesi esperti spuntano ovunque come funghi, ma finiscono per ripetere sempre le medesime menzogne, che riuniscono nello spazio di una sera, magari in luoghi eccitanti come grotte e vulcani, il pubblico davanti a virtuosi sempre diversi. Sono mediatori interni che puntano all'appropriazione nemmeno tanto nascosta di beni materiali, mentre il pubblico attende una conoscenza che può venire solo da mediatori esterni organizzati secondo regole fornite dall'autore, consapevole delle dinamiche profonde della sua propria comprensione.

Alle letture de La Bella Scola non si viene a sentire cosa hanno da dire su Dante questo e quello, ma si viene a farlo. E' come limitarsi a provare senza neanche pensare che ci sia un modo compiuto, perfetto, in una parola "vendibile". Non c'è, e va benissimo così. Di solito ci serviamo delle registrazioni di Gassman e dell'edizione Fonit-Cetra del 1971, curata da Orazio Costa. Con queste premesse, ben vengano quanti vogliono provarsi a leggere a voce alta. La formula si è rivelata particolarmente adatta agli anziani.

La missione de La Bella Scola è la documentazione delle modalità esecutive in uso quando Dante scrisse: le principali sono la lettura a voce alta e il ritmo scolastico.